FOCUS EVENTI PASSEGGIATE FOTOGRAFICHE ROMANE – Dal Vittoriano al Ghetto

16-12-2017

Tre giornate di Passeggiate Fotografiche in città, cinque percorsi reali o metaforici dal venerdì alla domenica, per scoprire insieme a personalità di eccezione luoghi e personaggi della fotografia attraverso mostre, incontri, visite guidate, archivi aperti, laboratori, performance, proiezioni e progetti inediti.
Un palinsesto diffuso e un programma ricco di eventi, con un calendario di appuntamenti in primo piano, per valorizzare le molteplici identità della scena fotografica romana e avvicinare tutti i cittadini alla fotografia quale strumento di memoria, forma di espressione artistica e linguaggio contemporaneo.

Dal Vittoriano al Ghetto
La passeggiata nel centro di Roma focalizza l’attenzione sul tema del collezionismo fotografico pubblico e privato, dalle fotografie delle origini a quelle contemporanee, da quelle anonime a quelle dei grandi nomi della storia. Il percorso si snoda attraverso una serie di mostre e un incontro-dibattito sul tema, all’interno del quale le gallerie rappresentano l’anello di congiunzione tra il momento della creazione e produzione delle opere e quello della loro fruizione.

FOCUS DEL GIORNO:

Galleria del Cembalo
'Nature Morte (2000-2017)' - Christopher Broadbent
'Indizi, fotografie dalla collezione' - Mario Trevisan

La Galleria del Cembalo propone, dal 25 novembre 2017 al 3 gennaio 2018, due mostre in dialogo fra loro che offriranno spunti di riflessione riguardo l'affascinante e ambiguo rapporto tra la fotografia e tre grandi temi della storia dell’arte: figura, paesaggio, natura morta.
Christopher Broadbent nel 2000 decide di recuperare una dimensione privata, intima, del suo ‘mestiere’, per approfondire ulteriormente il tema dello still life che già lo aveva reso noto nel panorama internazionale della comunicazione per la suggestione e la forza evocativa di molte sue immagini, vere e proprie icone della storia della pubblicità. A differenza di quanto accade frequentemente nell’opera di molti fotografi, nel caso di Christopher Broadbent non esiste discontinuità di visione tra la produzione pubblicitaria e quella privata. Anzi, si potrebbe tranquillamente affermare che è stata la pubblicità ad adattarsi per molti anni al suo sguardo, alle sue atmosfere, alla sua cultura, al suo gusto.
Mario Trevisan colleziona fotografie e questa mostra, al di là della passione, dell’entusiasmo e della determinazione che lo contraddistinguono nella ricerca di piccoli e grandi capolavori iconici per l’incremento della propria raccolta, intende trasmettere – attraverso una ventina di opere di alcuni dei protagonisti della fotografia internazionale, dai pionieri delle origini ai maestri del Novecento – la sua straordinaria capacità di lettura del mezzo e dei linguaggi ai quali questo ha dato vita nel corso di quasi due secoli.

Istituto Centrale per la Grafica, Palazzo Poli
'Fotografie in collezione: storie/ riflessioni/ proiezioni'

Mostra con opere fotografiche dalle collezioni dell'Istituto centrale per la grafica, selezionate al fine di rappresentare le modalità, le peculiarità e le riflessioni che hanno sostenuto nel tempo le scelte collezionistiche dell'ICG nei confronti dei diversi generi e linguaggi fotografici, sia storici che contemporanei. Attraverso tre sezioni (lo sguardo storico, lo sguardo interno, lo sguardo aperto), le opere faranno riflettere sulle molteplici valenze della fotografia, sulle sue relazioni con gli altri linguaggi visivi, sulle sue diverse possibilità e modalità di interrogare, documentare e interpretare realtà, contesti, istanze sociali, culturali, artistiche e scientifiche. Gli autori che figureranno in mostra, accostati non in una sequenza cronologica, ma per affinità di intenti e concettuali, corrispondenti ai tre approcci individuati, sono: lo Studio Vasari, Filippo Rocci, Letizia Battaglia, Paola Agosti, Paolo Gioli, la ditta Braun, Domenico Anderson, Mario Cresci, Luigi Ghirri, Gustavo Bonaventura, Francesco Paolo Michetti, Claudio Abate, William Henry Fox Talbot, Luigi Veronesi, Luca Maria Patella e Paolo Ventura. La mostra sarà corredata da un accurato e ampio apparato didattico, per facilitare la lettura e la comprensione delle opere e delle loro relazioni anche con le altre collezioni dell’Istituto.

Fondazione Primoli
'Giuseppe Primoli, fotografo cosmopolita'

L’esposizione, curata da Diego Mormorio e Valeria Petitto, presenta per la prima volta un’ampia selezione dei 318 album di Giuseppe Primoli (1851-1927), uno dei primi autori di reportage in Italia, restituendoci un affresco sfaccettato e senza retorica dell’ultimo ventennio del XIX secolo.

Dalle foto di viaggio alle vedute di Roma (la costruzione degli argini del Tevere, le inondazioni o le nevicate che colpirono la città), alle scene tra la gente comune quasi a far da contraltare agli eventi di grande richiamo mondano (il pallone aerostatico di Godard, il circo di Buffalo Bill ai Prati di Castello, l’Esposizione universale di Parigi, gli incontri di cross-country o di caccia alla volpe nella campagna romana). Numerose fotografie ritraggono letterati e artisti italiani e francesi (D’Annunzio, Sartorio, Duse, Dumas fils, Degas) nei momenti più diversi o in posa nei tableaux vivants.

Fondazione Primoli
Visita allo studio di Milton Gendel

Nato a New York nel 1918, ma cittadino romano sin dal 1949, Milton Gendel affianca alla professione di critico d'arte un'intensa attività di fotografo, divenendo una figura chiave nei rapporti politico-culturali (nella cornice della Guerra Fredda) tra New York e Roma. Da fotografo e da amico, ritrarrà, cogliendoli nella loro semplice dimensione quotidiana, personaggi noti: la grande collezionista d’arte contemporanea Peggy Guggenheim, la contessa Mimì Pecci Blunt, la principessa Margaret d’Inghilterra e la regina Elisabetta II.

Gagosian Roma
'Andreas Gursky: Bangkok'

Uno dei più noti artisti contemporanei, Gursky, presenterà nella sala ovale della galleria alcuni importanti lavori realizzati nel 2011 e mai esposti prima in Italia. La mostra coincide con il decimo anniversario dell’apertura di Gagosian a Roma.
Protagonista delle straordinarie immagini di grande formato è il fiume Chao Praya che attraversa Bangkok e sfocia nel Golfo del Siam.
Attratto dallo scorrere del fiume e dal suo intenso bagliore nel contesto cittadino, Gursky ne rivela le diverse nature: raccolta di detriti, crogiolo di squilibri ecologici, affascinante riflesso della cosmopolita città asiatica.

Il Museo del louvre
'Christo e Jeanne-Claude, The Wall. Wrapped Roman Wall via Veneto & Villa Borghese, Rome, Italy, 1974'

Fotografie degli autori Vittorio Biffani (27 - 30 gennaio 1974) e Gianni Termorshuizen (gennaio - marzo 1974) che raccontano l’opera Wrapped Roman Wall realizzata dai coniugi Christo e Jeanne – Claude nel 1974.
Nel gennaio del 1974, Christo ha impacchettato a Roma i quattro archi di Porta Pinciana ovvero il tratto delle antiche mura aureliane compreso ora tra Villa Borghese e via Veneto. Utilizzando tessuto in polipropilene e corde in dacron, l’artista ha avviluppato entrambi i lati delle mura, la parte superiore e gli archi. L’installazione esposta per quaranta giorni, faceva parte della mostra ‘Contemporanea’ per gli Incontri Internazionali d’Arte, a cura di Achille Bonito Oliva, svoltasi nel garage sotterraneo di Villa Borghese. Il fotografo Vittorio Biffani ha documentato le diverse fasi dei quattro giorni di lavoro impiegati da Christo per l’esecuzione dell’opera. Inoltre le fotografie di Gianni Termorshuizen del gennaio e del marzo1974 documentano gli interventi scritti sull’installazione ad opera di anonimi.

MAC Maja Arte Contemporanea
'Veronica Della Porta. Nessuna proprietà per la memoria'

Un album di dieci immagini per questa seconda mostra personale di Veronica Della Porta, fotografie digitali su supporto di metallo, a presentare il lavoro di un arco di tempo, dal 2009 al 2017, in cui la poetica dell'artista si dichiara a piena voce: la felicità dello sguardo che grazie alla facilità e alla immediatezza del mezzo fotografico, trova la sua possibilità, e gioca a richiamare alla memoria per il tempo appena necessario di uno scatto ciò che sfugge costantemente... il tempo e la memoria stessa.
La fotografia dunque non è che un pretesto poetico, una licenza poetica, perché Veronica Della Porta non è un fotografo nel senso più classico e acquisito del termine, non sussiste nel suo lavoro la domanda tecnica, né tanto meno l'interesse alla tiratura fotografica: sono infatti tutte immagini dove la matrice viene utilizzata in una sola occasione, come in un gesto pittorico unico e irripetibile; ci troviamo di fronte a delle carte in cui l'impressione fotografica è più affine ad una impressione grafica e pittorica, alleggerita dal peso della materia, libera da ogni schiavitù e tensione tecnica. Grandi i formati di queste carte, in una esaltazione massima degli spazi a dilatare i dettagli e aumentare come in una cassa di risonanza emotiva il tema dell'assenza, del fuori scena, in un contrappunto costante tra l'immaginazione ancella dell'attimo e la realtà unica e possibile del "qui ed ora" imbevuta di immobilità del tempo.

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Dal Vittoriano al Ghetto

Roma, Roma

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